Nel 1958, a soli 25 anni, durante il servizio militare, Ruggero Gamberini è di stanza presso la Caserma “Curtatone e Montanara” di Mantova.
Il nome della caserma deriva da un tragico episodio della I guerra di indipendenza italiana, durante il Risorgimento, che vede una parte delle truppe italiane sacrificarsi per fermare l’avanzata degli austriaci guidati dal generale Radetzky.
Il tema della guerra è spesso presente nella narrazione di Gamberini, che durante l’infanzia trascorsa al confine tra Emilia Romagna e Veneto, teatro di feroci battaglie durante la II guerra mondiale, aveva avuto modo di conoscerne gli effetti devastanti.
Non stupisce quindi che, su richiesta degli ufficiali della caserma, abbia dato vita a una rappresentazione della battaglia ricca di pathos e lontana da ogni trionfalismo retorico, in un affresco di 6 metri x 3 che rappresenta tutto l’orrore della guerra, che travolge uomini, animali e cose.
Purtroppo oggi la caserma è in disuso e in attesa di recupero e non può essere visitata.

